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LA CURCUMA UNA POLVERE"MAGICA"

 
di Annalisa Maiorano

 

È una spezia dagli innumerevoli utilizzi, che spaziano dalla cucina fino alla medicina ed è un potente aiuto naturale per corpo e anima

 

Una polvere impalpabile, dal colore giallo ocra caldo e brillante, un sapore pungente e un profumo intenso. Così si presenta una delle spezie tradizionali della cucina etnica indiana che sempre più spesso troviamo protagonista delle nostre tavole, la curcuma. Innumerevoli sono i pregi e gli utilizzi di questa spezia orientale che spaziano in diversi campi, proprio per questo sempre più persone hanno aggiunto un nuovo vasetto di spezie nella propria cucina.


 

La tradizione

 

Pianta molto abbondante e poco costosa, i cui caratteristici monticelli gialli danno colore ai mercati di spezie di suq e bazar, la curcuma longa, dal rizoma arancio brillante che grattugiato offre la polvere d’oro, è una radice della famiglia dello zenzero coltivata in India, primo produttore al mondo, seguito da Cina, Indonesia, Costa Rica e Hawaii. Già 4.000 anni fa gli indiani facevano ampio uso della curcuma, considerata una spezia fondamentale, legata ai rituali religiosi indù per il suo potere colorante giallo, correlato al sole. Certe stoffe tinte artigianalmente, le vesti dei monaci buddisti, i cosmetici usati per le nozze e le festività, sono solo alcuni esempi dell’utilizzo legato al suo forte potere colorante.


 
 
 

Gli studi e le proprietà curative

 

Già nell’antica tradizione orientale questa radice tropicale era considerata importantissima anche per le sue virtù terapeutiche utili a curare tutti gli organi del corpo. Ma cerchiamo di capirne meglio, insieme, i componenti; per prima la curcumina, da cui il nome e alla quale si deve il colore giallo. Il sapore, invece, viene dal turmerone. Quanto alle proprietà salutari, queste sono state indagate da numerosi ricercatori. La curcumina sembrerebbe, infatti, influire sulla modulazione dello stato infiammatorio che è alla base di obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori. Alcuni studi effettuati sull’uomo evidenziano come un consumo giornaliero di curcuma possa portare a un calo di zuccheri nel sangue in soggetti diabetici, un aumento del colesterolo HDL “buono” a scapito di quello LDL “cattivo” e, in persone con aterosclerosi, una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi. Ma non solo. Altri studi sono stati condotti sulla curcuma in relazione alle sue virtù antinvecchiamento. Gli esami di laboratorio effettuati da ricercatori italiani del Cnr di Catania, dall’Università di Catania e da quella di Pavia, nonché da ricercatori statunitensi del New York Chemical College hanno confermato la capacità dei suoi antiossidanti nel contrastare lo sviluppo di disordini neurodegenerativi legati all’invecchiamento del cervello, quali il cancro e l’Alzheimer. La curcuma potrebbe, quindi, giocare un ruolo importante nella lotta ai tumori, dato lo stretto legame del cancro con lo stato infiammatorio alterato e lo stress ossidativo e date le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di questa spezia. Si pensa, infatti, che essa possa influire rallentando lo sviluppo tumorale. La validità di questa teoria, che viene tramandata da secoli dalla tradizione popolare, è oggi confermata da nuove teorie mediche e da un dato reale: è l’India e più in generale l’Asia, il continente dove l’incidenza dei tumori è molto più bassa rispetto al resto del mondo, ed è qui che il livello di consumo della curcuma è più alto in assoluto. La curcuma possiede anche notevoli proprietà cicatrizzanti: l’applicazione dei rizomi di curcuma su ferite, scottature, punture d’insetto e dermatiti dona sollievo immediato e velocizza il processo di guarigione. Tra le proprietà farmacologiche, vanno sicuramente menzionate anche quelle coleretiche-colagoghe, che favoriscono la produzione della bile e il
suo naturale deflusso nell’intestino. Il consumo di curcuma migliora il funzionamento di stomaco e intestino. Un vero toccasana per tutte quelle persone che hanno problemi di digestione (dispepsia), ma anche di meteorismo e flatulenza. Per non parlare dell’effetto positivo che la curcuma esercita sul nostro umore e sulla regolazione di diversi neurotrasmettitori tra cui la noradrenalina e la serotonina, favorendo un aumento del rilascio di dopamina, la sostanza che il nostro cervello produce in associazione con le esperienze più piacevoli. Il meccanismo di azione è lo stesso dei più comuni antidepressivi o di una corposa tavoletta di cioccolato fondente, ma senza antipatici effetti collaterali. La curcuma favorisce il buonumore anche grazie alla riduzione del cortisolo, un ormone che il nostro corpo produce in caso di stress prolungato. Una vera manna per le nostre vite sempre più frenetiche e fuori controllo.

 
 
 

A Tavola

 

In cucina la curcuma, detta anche lo zafferano delle indie o zenzero giallo, dona ai piatti un aroma piccante, che ricorda un po’ lo zenzero, ma più amaro. Viene utilizzata praticamente in tutti i piatti di carne e verdura indiani, e nelle miscele di spezie. Indonesia e Nord Africa apprezzano in particolare il riso pilaf colorato e aromatizzato con questo rizoma, perché in cottura il suo aroma si attenua e non crea vincoli particolari con carne o pesce. A Bali se ne mescola la polvere con latte di cocco e lemon grass per condire il riso. Nelle nostre tavole la curcuma compare mimetizzata, viene infatti usata industrialmente come colorante della senape, oltre che per certi formaggi e liquori. Può capitare di acquistarla nei viaggi in Oriente, dove spesso viene spacciata per il più costoso zafferano, come del resto avveniva già nel Medioevo, quando era chiamata “zafferano indiano”. Ma, come per tutte le spezie, sarebbe preferibile non acquistarla già macinata in polvere, perché con il tempo diventa amarognola e terrosa perdendo pure il suo colore brillante. La curcuma si presenta come un ottimo insaporitore delle nostre pietanze, poiché ha un gusto molto fresco e delicato. La dose giornaliera consigliata ammonta a due cucchiaini da caffè, è possibile utilizzarla come spezia a fine cottura dei cibi, ma anche per insaporire salse, yogurt e formaggi freschi. Per facilitarne l'assorbimento e per potenziare la sua efficacia è possibile abbinarla anche al tè verde, al pepe nero e all’olio d’oliva.

 
 

Qualche ricetta

 

Partendo dalla curcuma si può preparare anche una buonissima bevanda chiamata Golden Milk o Latte d’oro. Prepararlo non è difficile! Bisogna far bollire mezza tazza d’acqua, circa cento grammi, insieme a un quarto di radice di curcuma (30 grammi) e mezzo cucchiaino di pepe, di modo che il composto acquisti densità. Versare il composto in una tazza di latte, vaccino o vegetale, far scaldare e aggiungere un cucchiaino di olio di mandorle e miele a piacere. Per ottenere l’effetto milkshake cremoso usare un frullatore. Si può conservare in frigo il preparato per quaranta giorni, il tempo per un ciclo di cura. Usare ogni giorno un quarto di cucchiaino del composto. Analogo discorso si può fare per la preparazione di tisane contro il raffreddore. Un vero toccasana. Basta bollire 500 ml di acqua sciogliendovi 2 cucchiai di curcuma in polvere, un cucchiaio di miele, il succo di mezzo limone e un pizzico di pepe nero, mescolando bene. La curcuma, dicevamo, è anche un valido aiuto per la bellezza della pelle ed è spesso utilizzata come ingrediente base nei prodotti dedicati alla protezione solare. È un antisettico e quindi le sue proprietà curative sono raccomandate per prevenire e curare i brufoli. Infine, le maschere a base di curcuma aiutano a ristabilire l’equilibrio della pelle, pulendola in modo efficace e donandole brillantezza.