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stemma della rivista Natura - La nuova rivista del Corpo Forestale dello Stato
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Reportage di inchiesta e forze dell’ordine: un binomio vincente

 
di Edoardo Stoppa
 
 

Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia, al fianco del Corpo forestale dello Stato per la tutela e il benessere del mondo animale

 


Mi viene chiesto di affrontare il tema del rapporto tra il mio lavoro di reporter d’inchiesta e quello delle Forze dell’Ordine, in particolare quello del Corpo Forestale dello Stato, essendo il mio ambito d’azione prevalentemente orientato su animali e ambiente.
Pensando al CFS mi affiorano alla mente le tante, tantissime occasioni in cui accanto a me, nella quotidiana opera di aiuto e salvaguardia del mondo animale, vi erano le divise grigie dei Forestali, sempre pronti a intervenire anche in situazioni molto spesso delicate e complesse. In quasi otto anni di “onorata carriera” a Striscia la Notizia mi è capitato frequentemente di imbattermi in servizi molto più difficili e ed empatiche di quanto si possa pensare. Se si pensa ai reportage di inchiesta come servizi che vanno a scovare soltanto i “cattivi”, ci si sbaglia di grosso.
Certo, la percentuale di maltrattatori e trafficanti di animali senza scrupoli scoperti in tutti questi anni è, purtroppo, molto alta: in questi casi esistono, per fortuna, forze dell’ordine come il Corpo Forestale dello Stato che, prendendo spunto dalle nostre denunce pubbliche, fanno minuziose attività di indagine per assicurare alla giustizia gli autori di simili, ignobili, reati.

 

Ma fare inchiesta non è solo questo. Molto spesso, infatti, varie situazioni di conclamato disagio per gli animali vanno di pari passo con casi di umani al limite della sopravvivenza, laddove persone povere e indigenti arrivavano a togliersi la pagnotta quotidiana pur di sfamare i propri pelosetti. In tutti questi momenti la cosa che più mi ha colpito dei Forestali stata la loro umanità: non rigidi applicatori di norme e sanzioni, ma uomini e donne capaci di aiutare altri esseri umani più bisognosi di loro.
Ricordo con emozione la figura di un ispettore che, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria, si trovò di fronte un’anziana signora povera e malandata… ebbene, in quel caso, il suo primo pensiero fu quello di recarsi in un vicino supermercato e comprare – di tasca sua – alcuni generi di prima necessità da donare alla signora. Concludendo mi viene da sintetizzare queste poche righe con un pensiero, semplice ma autentico allo stesso tempo. Ovvero che non riuscirei a pensare al mio lavoro di reporter di inchiesta se non potessi contare, a qualsiasi ora di ogni giorno dell’anno, sull’aiuto prezioso di questi angeli in divisa.