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stemma del Silvae - Rivista tecnico-scientifica del Corpo Forestale dello Stato
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PRIMO PIANO

  1. La foresta di Cadibona

    Il Colle di Cadibona (SV) materializza ormai da tempo, in via convenzionale, il punto d’incontro tra Alpi ed Appennini.
    Già in epoca romana nella zona di valico passava la Via Emilia Scauri, aperta dal console Marco Emilio Scauro nel 109 a. C. allo scopo di collegare le aree dell’entroterra (Piacenza e Tortona) a Vada Sabatia

     
  2. Alcuni aspetti storico-ambientali dell'Agro Romano (Parte terza)

    Le sorti di Palestrina, dopo il II secolo, scivolarono lentamente verso un periodo di estrema decadenza, sia per la città che per il tempio della Fortuna Primigenia. In modo particolare, con l’editto di Salonicco, emanato dall’imperatore Teodosio il Grande (379-.395), venne bandito, definitivamente, ogni culto pagano. Ultimo imperatore romano a regnare su di un impero unificato,  fece del Cristianesimo la religione unica e obbligatoria. (fig.1)

     
  3. La lunga storia di "Gerbonte", foresta di frontiera

    Di proprietà della Regione Liguria, è ubicata nell’alta Valle del Torrente Argentina che sfocia nel Mar Ligure presso Arma di Taggia (IM). Si estende per circa 622 ettari in Comune di Triora (IM), noto per i processi alla stregoneria risalenti al ‘500 – duramente condotti dall’Inquisizione dell’epoca – nonché per il contrabbando di sale che si svolgeva nei suoi territori e per le dispute tra francesi e piemontesi sul finire del ‘700. Il crinale occidentale della foresta, sotto il quale si snoda l’unica via di accesso, rappresenta in buona parte l’attuale confine di Stato con la Francia.

     
  4. In Abruzzo si costruisce il futuro della protezione civile

    La software house aquilana NRGSYS in partnership con HRS (azienda all’avanguardia nella realizzazione di biosensori) e in collaborazione con la Oncoxx (spin-off dell’università di Chieti-Pescara) ha realizzato, un Robot in grado di intervenire in situazioni di elevato rischio biochimico: Star (Strong arm, visto che il progetto ruota attorno a un braccio robotico particolarmente performante).

     
  5. Gli edifici che cambiano pelle

    La storia dell’architettura è la storia della lotta dell’uomo per la luce” (Mies Van der Rohe). Questa citazione introduce perfettamente l’importanza del ruolo svolto dall’involucro edilizio trasparente le cui vetrate hanno avuto un compito fondamentale ed esclusivo nelle architetture di ogni tempo perché permettono il passaggio dell’elemento più importante dello spazio: la luce.
    Basta pensare che almeno un ottavo della superfici esterne delle abitazioni è vetrato, per avere un’idea dell’impatto che esse hanno sulle prestazioni energetiche degli edifici. Da stime dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), solo nel nostro paese, risultano istallati circa 300 milioni di metri quadrati di serramenti, responsabili del 32% dei consumi energetici nazionali e del 25% delle emissioni di CO2. 

     
  6. Alcuni aspetti storico-ambientali dell’Agro romano (parte seconda)

    Palestrina, l’antica Praeneste, nell’intero panorama dell’Agro romano, occupava un posto di primordine. Sviluppatasi sulle pendici del Monte Ginestro, monti Prenestini, figurava come una delle città più influenti (VIII sec. a.C.); vista la posizione sia strategica-territoriale sia paesaggistica,  doveva avere cospicue ricchezze, come ci viene ricordato dalla quantità considerevole di reperti ed opere di elevatissimo pregio giunta sino a noi.